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Le solite (belle) cose

Qui è dove dico la mia su alcuni elementi che hanno fatto un po’ la storia.

Se dieci anni fa erano considerati avanguardia, oggi secondo me possono classificarsi tranquillamente come vintage, nel senso che hanno il loro tempo e, invece dell’effetto “Wow”, potrebbero generare la reazione “Ah”.

Che tu sia un wedding planner o una futura sposa, magari questi spunti di riflessione possono esserti utili.

  1. La mega cornice. Uno dei grandi meriti dei fotografi che l’hanno proposta ai matrimoni è quello di aver sdrammatizzato le foto di gruppo o quelle intorno ai tavoli del pranzo o della cena, che di solito vengono fatte a metà ricevimento, con gli invitati con la cravatta allentata e i piatti lasciati a metà per mettersi in posa. Le foto con gli sposi e gli invitati all’interno delle cornici di cartone o di legno sono sempre divertenti e rappresentano uno dei pochi casi in cui le persone si mettono in fila per fare le fotografie. Si dovrebbe trovare un’alternativa, però, perché ora rappresenta un déjà vu.
  2. L’utilizzo delle candele. Non c’è dubbio che creino atmosfera, soprattutto di sera e all’aperto e si continuerà ancora a utilizzarle. Il tripudio di candele adagiate sugli specchi rotondi e utilizzati come centrotavola hanno, però, fatto il loro tempo. Senza rinunciare alla luce soffusa, le candele possono essere inserite in contesti diversi (per spunti sulle luci, ho scritto questa cosa qui).
  3. I pittori/poeti/scrittori per nominare i tavoli, dove poi si troveranno le copie dei dipinti, delle poesie o dei libri relativi agli artisti in questione. Non è difficile trovare spunti più originali, l’importante è partire dalle passioni, dalle peculiarità degli sposi e costruire da lì la storia e il tema delle nozze. Anche l’amore per la letteratura può estrinsecarsi in maniera diversa dal nome dei poeti però.
  4. Le macchine fotografiche usa e getta lasciate sui tavoli degli invitati, in modo che questi possano scattare le foto a loro piacimento e che poi gli sposi faranno sviluppare. L’idea di base è carina, se non fosse per le foto decisamente brutte scattate nei momenti di noia tra l’antipasto e il primo piatto. Da considerare anche il costo per gli sposi per avere foto che, poi, butteranno. Meglio destinare quel budget per un bell’album delle foto ufficiali fatte da un professionista.
  5. La polaroid scattate dopo la cerimonia e lasciate a disposizione degli invitati. Oramai i fotografi mettono questo servizio di default nel loro preventivo, non rappresentando più un elemento di originalità. L’obiettivo è quello di donare le foto del matrimonio, solo che ora, con gli smartphone, le foto del matrimonio fanno prima il giro del web e dei social network e poi vengono viste dagli sposi. Anche in questo caso, ci vorrebbe un’alternativa.

Questi sono i 5 punti, dove – io per prima, ovviamente – dovremmo interrogarci e cercare di creare qualcosa di nuovo, scrivendo nuove storie che poi – inevitabilmente – faranno la loro storia, per poi e ritrovarci ancora qui, a parlarne.

L’importante, secondo me, è non adagiarsi sul sicuro e avere sempre quella voglia di sperimentare che poi rende il lavoro di un wedding planner semplicemente speciale.

Chiara Gily

Sono una giornalista pubblicista e mi occupo di matrimoni. Mi piace scoprire location, tendenze, collezioni di abiti da sposa e, poi, poterne raccontare.

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