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Che cosa ci si aspetta da un wedding planner? 

wedding planner

wp1Questa è una domanda che chi organizza eventi con un altissimo valore emotivo, come un matrimonio, dovrebbe porsi sempre. Sì, sempre. Non solo quando si incontra una nuova coppia di sposi, ma anche quando si lavora “back office”, ovvero quando si è da soli a disegnare un progetto o a stilare un preventivo, quando si contattano nuovi fornitori, ci si iscrive a un corso di aggiornamento o si fanno trasferte per partecipare a una fiera di settore o visitare nuove location.

Al di là dell’attenzione al cliente che non deve mai essere persa di vista, abbandonando un po’ quella concezione molto televisiva per cui un wedding planner sia necessariamente estroso e che organizzi un matrimonio da favola più per soddisfare e riempire il proprio ego che i desideri di chi si sta sposando, ci sono degli aspetti caratteriali e comportamentali che non possono essere trascurati e che io reputo fondamentali.

Se, quindi, stai pensando di fare dell’organizzazione di matrimoni ed eventi la tua professione, forse leggere questi cinque punti ti può essere utile. Se sei una wedding planner già navigata e affermata, confrontarsi – dico sempre io – non solo non fa mai male ma aiuta a tenere sempre alta la soglia dell’attenzione, senza adagiarsi sugli allori e su quanto già fatto. Se c’è una cosa che ho imparato è che in questo lavoro non si è mai “arrivati”: c’è sempre da imparare, da scoprire, da implementare. Se è vero che tutto, ormai, è stato già fatto e già detto, il modo e l’approccio con cui determinate scelte vengono effettuate cambiano tutto il contesto, rendendolo, per ciascuna coppia di sposi, unico.

  1. Essere organizzati: ti sembrerà banale ma, ti assicuro, non lo è. L’ordine semplifica e velocizza il lavoro. Avere un fascicolo per ogni coppia di sposi è imprescindibile. Al suo interno dovrai conservare sia tutti i tuoi appunti (bozzetti, spunti, disegni, semplici idee etc..) sia tutta la documentazione ufficiale del matrimonio (il contratto che ti lega agli sposi, le fatture, l’elenco degli invitati e dei fornitori con tutti i riferimenti etc..). Una cosa che ho provato sulla mia pelle: io quando sono ordinata sono anche più creativa.
  2. Essere disponibili: se decido di avvalermi di un professionista per l’organizzazione delle mie nozze, io mi aspetto che non solo mi risponda al telefono o a una email, ma che sia felice di sentirmi quando ho un dubbio, o mi viene un’idea o la cambio in corso d’opera. Certe cose non vanno lesinate o concesse con il contagocce, chi fa questo lavoro è prima di tutto generoso. Resta inteso che anche un wedding planner ha una vita e, quindi, se a volte manca il buon senso (telefonate alle ore più disparate, cambi continui di appuntamenti o di decisioni già prese quando sono coinvolte più persone last second etc..) è importante stabilire, con garbo e grazia, dei paletti (cellulare acceso fino a una certa ora, puntualità, concordare metodi di comunicazione al di fuori dei normali orari di lavoro quando ci sono delle urgenze etc..). L’importante è che, all’interno di quei paletti, non ci si risparmi mai. L’essere avari o poco elastici nel proprio lavoro (e, di conseguenza con gli sposi) fa male prima a se stessi che agli altri.
  3. Essere intraprendenti: gettare i semi, curare il terreno e, alla fine, vedere nascere i frutti di tanto lavoro. Un bravo wedding planner fa tutto con intraprendenza, non fermandosi al primo ostacolo. Non accontentarti dell’ordinario, non fermarti se qualcuno renderà il tuo cammino ostico. Ogni matrimonio comporta delle piccole sfide: ma è per la realizzazione di un sogno di due persone (e delle loro famiglie) che hanno messo nelle tue mani la riuscita del giorno che aspettano da tanto. E, per questo, ne vale sempre la pena.
  4. Essere positivi: una cosa è millantare cose che si sa già che non sarà possibile realizzare, un’altra è vedere sempre tutto nero. Sii sempre prudente e con i piedi per terra quando prometti, ma sii ottimista. Sempre. Gli sposi hanno bisogno di una persona solare ed empatica accanto, non di un consulente vestito di grigio e con l’aria stanca (o peggio annoiata..) e senza sorriso.
  5.  Essere previdenti: gli imprevisti, quando si tratta di matrimoni, sono dietro l’angolo. L’importante è far fronte ai disguidi e concordare soluzioni anche con i fornitori. Condividere con loro il tuo piano b ti aiuterà a sistemare qualcosa che sta andando storto, senza drammi per te e – soprattutto – per gli sposi. Per ogni aspetto, dunque, pensa al “rimedio”, portando con te una borsa con “gli attrezzi del mestiere”. Io ne ho una con tutto l’occorrente per la sposa che seguo, ad esempio.

wedding plannerUn’ultima cosa, il wedding planner è una persona che  – di solito – fa della sua passione la sua professione. Oltre alla pazienza e alla creatività e tutto ciò che ho già scritto, c’è l’amore per questo lavoro. Senza questo, non si va molto lontano.

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita” (Confucio)

 

Chiara Gily

Sono una giornalista pubblicista e mi occupo di matrimoni. Mi piace scoprire location, tendenze, collezioni di abiti da sposa e, poi, poterne raccontare.

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