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Ristorante Buriani: dove l’amore per la cucina si fonda con l’arte

Ho sempre creduto che vivere in una cittadina con meno di diecimila abitanti potesse andar bene per un buen ritiro, quando si è stanchi della frenetica vita di una grande città che, però, oltre allo stress regala come contropartita enormi stimoli.

Poi sono andata a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, che di abitanti ne conta circa settemila, e mi sono dovuta ricredere perché ho scoperto un luogo dove, tra le altre cose, opere d’arte e osterie convivono in maniera equilibrata e sinergica, creando un insieme vivace che nulla fa pensare a un piccolo centro dove non accade mai niente. Sono rimasta basita dalla bellezza di cui ero circondata a ogni angolo e poi ho capito perché. Perché anche dopo il terribile terremoto di qualche anno fa, la ricostruzione di Pieve è ripartita dalla cultura, rimettendo in primis a posto il teatro, restituendolo ai suoi cittadini. E quando si sceglie di ricominciare dalla bellezza, tutto il resto viene, come si suol dire, di conseguenza.

Erano questi i miei pensieri quando, scesa dal palcoscenico del Teatro Zeppilli che mi è rimasto nel cuore, mi hanno portato a cena da Buriani, il ristorante raggiunto a piedi dopo aver percorso un breve tratto di strada magicamente illuminato.

Siamo stati accolti da una piacevole gentilezza, di quelle sincere e non affettate o poco autentiche e, dopo aver bevuto le bollicine che ci hanno offerto ancora prima di portarci il menù, la stanchezza di un lungo viaggio in treno e la tensione post presentazione del libro sono svanite con il primo brindisi.

Tortelli Buriani

Tortelli zucca Buriani

Dopo aver mangiato i ravioli di zucca più buoni della mia vita, conditi con vongole veraci e lemongrass accompagnati da un vino – questa volta rosso – consigliatoci in abbinamento dal sommelier, dalla cucina vedo arrivare il sorriso di Alessandra Buriani, lo Chef artefice de Le stagioni nel piatto, i suoi menù che propongono piatti legati alle stagioni e che, mai uguali a se stessi, regalano quelle emozioni culinarie che fanno sì che una semplice uscita con amici a cena diventi un’esperienza.

Alessandra Buriani, Chef

Lo chef Alessandra Buriani

Ecco perché, quando si è seduta al nostro tavolo, non ho potuto fare a meno di chiederle da dove partisse tanta ricercatezza nelle sue creazioni. La risposta l’ho trovata negli studi di Alessandra che, dopo aver frequentato l’Istituto d’arte, ha sempre continuato a formarsi nella “scuola della passione” che, a partire da una semplice fotografia o da una combinazione di colori, le permette di realizzare  menù originali e nel pieno rispetto della stagionalità e della tradizione.

Forse è questa la sfida più difficile: rimanere se stessi e allo stesso tempo evolversi, cambiare. E quindi nei menù di Buriani troviamo prodotti territoriali influenzati da elementi esterni, solo apparentemente distanti dal cibo.

Se negli antipasti, i primi e i secondi si trovano piatti tipici (sempre, però, rivisitati con il delicato tocco dell’artista Alessandra, in modo da accontentare i “tradizionalisti” e sorprendere gli “alternativi” alla ricerca di nuovi sapori ), i dolci sono un capitolo a parte.

I nomi sembrano titoli di quadri: “La nuova stagione degli agrumi”, Paesaggio d’inverno”, a base di ricotta, castagne, gelato alle noci e neve allo zenzero, o quello che mi è stato consigliato dai miei amici commensali, “Profumo di uomo”, una sublime crema al tabacco e vaniglia, muschio, sandalo e bergamotto che mi è stato servito dopo averci spruzzato su un vero profumo con le note dei sapori che ho poi trovato nel dolce.

Profumo di uomo

i dolci di casa Buriani

Voi capite che basta molto meno per iniziare a voler bene a una ragazza (Alessandra non ha neanche quarant’anni) che ha fatto della sua grande passione per l’arte e la cultura l’ingrediente principale dei suoi piatti. Ecco anche perché, secondo me, Buriani non può non considerarsi, per questo motivo, parte integrante di Pieve di Cento, che mi piace definire anche “città della cultura” e che nella sua Pinacoteca ospita opere d’arte che meritano almeno una visita.

Quando Alessandra mi parlava di sperimentazione, di amore per il cambiamento senza “tradirsi”, di come riesce a creare piatti, interi menù o allestire catering per 140 persone da un desiderio o da una semplice richiesta in seguito a una chiacchierata con lei, io ho capito che il suo più grande pregio non sia solo il talento ai fornelli ma l’empatia. Perché, come diceva il saggio, “si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti si sta solo preparando da mangiare”.

 

 

Tutte le informazioni sul Ristorante Buriani, a Pieve di Cento, le trovate qui.

Sito:

http://www.ristoranteburiani.com/

Pagina fb:

https://www.facebook.com/ristorante.buriani/?fref=ts

 

 

Chiara Gily

Sono una giornalista pubblicista e mi occupo di matrimoni. Mi piace scoprire location, tendenze, collezioni di abiti da sposa e, poi, poterne raccontare.

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