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Da dove viene l’ispirazione?

HAMERICA'S apertura 23 marzo 2017 - SPAZIOWHITE (35 di 60)

“Sì, guarda, siamo sempre alla ricerca di nuove idee. Perché poi, e credo tu lo sappia bene, alla fine le “cose di matrimonio” sono sempre quelle. Inevitabilmente si ripetono”.

Così mi disse un giorno una giornalista di una rivista di settore, quando ci incontrammo nel suo bellissimo ufficio, a Milano, dopo averle proposto un progetto editoriale da sviluppare insieme.

Queste sue parole mi hanno sempre accompagnato durante tutti questi anni (era il 2011) e, ciò nonostante (o forse proprio per quello?), due anni fa ho deciso di aprire un wedding blog, con la convinzione che si possa parlare di matrimoni senza pronunciare neppure una volta: sposini-maritino-ciccino e tutto ciò che, in generale, finisce con –ino accompagnato da un cuore o un’emoticon più all’avanguardia.

Davanti alla pagina bianca, la tentazione è quella di prendere la strada più facile, ovvero preparare un calendario in cui scrivere, con puntuale cadenza settimanale, di: conto alla rovescia, come scegliere un abito da sposa, come redigere inviti e partecipazioni, stagionalità dei fiori (ok, mi fermo qui..). La domanda che mi sono sempre fatta è: tutte queste cose, veicolate attraverso un blog, sono utili? Forse sì. Molto probabilmente, però, sono anche molto noiose, perché già sentite, già sviscerate in tutte le salse.

Se è vero che i blog devono interessare i lettori e non assecondare l’ego di chi li scrive, è altrettanto sacrosanto che se il blogger scrive giusto per.., il post che ne viene fuori non sarà proprio un capolavoro. Si sente tanto parlare del fatto che i blog stiano morendo, che nessuno li legge più e il fenomeno, secondo me, è indubbiamente reale.

La vera questione, però, non è che sia passato di moda lo “strumento” ma, dato che è diventato anche il mezzo per far conoscere ciò che si è e si sa fare, forse tanti blogger non scrivono più per puro piacere. E allora mi (ri)domando: anche se si apre un blog per vendere un proprio bene o servizio, come si pensa di acquisire clienti con una vetrina mezza vuota, non aggiornata e noiosa? Non è, dunque, che forse a essere in crisi non è il blog ma sono i contenuti, sempre più scarsi, autoriferiti e che, naturalmente, le persone non leggono più?

Molte volte ho deciso di non pubblicare nulla proprio perché gli argomenti che avrei trattato avevano il sapore di quelle “cose da matrimonio”, di quelle minestre riscaldate che non fa piacere a nessuno vedere riproposte a tavola, anche se con piatti e bicchieri differenti. Quella frase della giornalista è stata sempre il mio campanello d’allarme, la soglia da superare prima di mettermi a scrivere.

E, dunque, direte voi: da dove prende l’ispirazione chi scrive di matrimoni o chi li organizza?

Dai siti tematici (strizzando l’occhio a quelli inglesi), da pinterest, da instagram?

Anche, sì. Ma non solo.

A me, ad esempio, vengono le idee più originali guardando Netflix (grazie Enrica per avermi fatto scoprire Chef’s table) e non Wedding tv. Quando viaggio per piacere con la mia famiglia e non solo quando vado a scoprire nuove location. Quando mangio al ristorante o mi perdo nelle pagine facebook di architetti francesi e non di stilisti di vestiti da sposa.

Io prendo l’ispirazione uscendo dal mio seminato. Con il tempo ho capito che il più delle volte bisogna allontanarsi dal proprio mondo per poterlo arricchire e non restarci dentro come se fossimo costretti a guardare sempre le stesse quattro mura di una stanza.

Ecco perché, quando ho saputo dell’apertura di un nuovo locale nella mia città, a Trieste, ho accettato l’invito a partecipare all’inaugurazione, mi sono fatta bella, ho caricato il cellulare per poter fare più foto possibili e sono andata a “curiosare”. E, grazie a questa curiosità, non solo ho passato una delle serate più piacevoli degli ultimi mesi ma c’è stato anche lo “sblocco” dello scrittore/blogger nei confronti di un tema – quello dei contenuti di qualità – che mi frullava in testa da un po’ ma che non riuscivo a scrivere nel modo che avrei voluto. E ho avuto la conferma che, dato che ormai lo spettro delle “solite cose” non mi lascia più, a volte basta soffermarsi e osservare. Nel mio caso, mi ha aiutato ascoltare come nascono le nuove attività, vedere in che modo si promuove un locale e capire quanto sia importante un sorriso autentico e, soprattutto, la felicità che si mette nelle proprie “imprese”. Che sia un blog, o l’apertura di un ristorante che sa di America. Che sia davanti a un brief o mentre si hanno accanto hamburger, onion rings e birra.

Forse è vero quello che dicono “quelli bravi”, ovvero che l’ispirazione parte proprio dalle piccole cose. La vera sfida è saperle trovare e, poi, comunicarle anche agli altri.

HAMERICA'S apertura 23 marzo 2017 - SPAZIOWHITE (5 di 60)

HAMERICA'S apertura 23 marzo 2017 - SPAZIOWHITE (26 di 60)

 

Chiara Gily

Sono una giornalista pubblicista e mi occupo di matrimoni. Mi piace scoprire location, tendenze, collezioni di abiti da sposa e, poi, poterne raccontare.

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