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c’è aria di primavera

tavolo degli ulivi

tavolo degli uliviSposarsi tra gli ulivi, in quella stagione di mezzo che si chiama primavera e in cui tutto rifiorisce. Cambiamo pelle e lasciamo più spazio ai nostri sogni. A ciò che veramente vale la pena essere. Siamo pronte a lasciarci indietro il freddo e, a volte, il buio di alcuni pensieri o di certe situazioni in cui ci siamo trovate senza sapere neanche il perché.
Ci scambiamo promesse solenni, un eternamente nostri che nulla potrà spezzare. Proprio come gli ulivi. Che, nonostante i venti e le tempeste, saranno sempre lì.

Osiamo abiti scivolati, impreziositi, nel caso, solo da candido macramé. Nessun luccichio, nessun orpello, nessun corpetto o bustier. Solo il fruscio del tessuto impalpabile, proprio come l’aria frizzante che si respira. I capelli raccolti in un morbido o chignon o lasciati sciolti e morbidi, fermati da una spilla antica che ci ricorda da dove veniamo.

 

 

segnaposto ulivoUn menù genuino e a chilometro zero, dove i piatti della tradizione si accompagnano a vini rossi e corposi che ancora è consentito bere, prima che faccia troppo caldo. Arpa e violini in sottofondo, perché le chiacchiere e le risate devono essere sublimate e accompagnate, mai coperte. Aspettare il tramonto per il taglio della torta, per godere di quella luce calda e rosata quando saluteremo chi ha partecipato al nostro giorno. Prima di andare via, girarsi indietro e dare un ultimo sguardo a quel giardino che ci ha visto protagonisti e che, per sempre, porteremo con noi.

 

 

Chiara Gily

Sono una giornalista pubblicista e mi occupo di matrimoni. Mi piace scoprire location, tendenze, collezioni di abiti da sposa e, poi, poterne raccontare.

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